La sfera di influenza e il potere personale

Scritto il 29 Gennaio 2026

Castaneda diceva “Il potere personale è la sensazione di essere fortunati”. 

Tu hai questa sensazione? 

Se al contrario pensi di essere  sfortunato, sfortunata, stai cedendo molto del tuo potere.

Ecco perchè la pratica della “gratitudine” è così potente. Non perchè ci sia qualcosa di “magico” nel ringraziare, ma perchè focalizza la tua mente sulle fortune che possiedi (anche se poche), restituendoti energia, visione positiva e potere per cambiare le cose. 

Al contrario molti di noi, inconsapevoli, danno attenzione ad una miriade di aspetti che “non possono cambiare” , “non dipendono da loro” e soprattutto “non alimentano la sensazione di essere fortunati”, piuttosto alimentano una interpretazione distopica della propria esistenza.  

Vediamo questa scena tratta dal film “Marylin ha gli occhi neri” (che ho riportato anche nel libro Filmatrix Infinity  insieme al metodo di trasformazione), poi continuiamo a riflettere insieme:

Marilyn ha gli occhi neri” è un film italiano del 2021 diretto da Simone Godano.

Terapista: Quindi lei mi sta dicendo che il suo comportamento e il fatto che abbia perso il lavoro è dipeso da questa persona che le toglieva la farina di mano? E lei si toglie molto potere in questo modo. Si rende conto vero? 

Diego: La mia ex moglie mi tratta sempre come un deficiente. Pensa che non sono un buon padre. Non deve pensare che non sono un buon padre. 

Terapista: Ma guardi abbiamo molto poco controllo su quello che pensa la sua ex-moglie. Sarebbe certamente utile fare in modo che lei Diego non pensi queste cose di se stesso. 

Diego è un bravissimo chef con disturbi ossessivo-compulsivi che in passato gli sono costati molto cari. Basta un piccolo dettaglio fuori posto per mandarlo su tutte le furie, rovinando la sua vita e quella degli altri.  

Cede il suo“potere personale”agli eventi esterni, ha perso il suo centro perché qualcuno gli ha spostato la farina. Ma mentre Diego è un paziente con evidenti problemi psicologici e ha bisogno di cure specialistiche, le stesse dinamiche accadono in forma (forse) più lieve nella nostra esistenza.  Si verificano quando lasciamo che a influenzare la nostra vita siano “dinamiche esterne” su cui non abbiamo nessun controllo.

Diego dice “mia moglie non deve pensare”. Abbiamo noi davvero il controllo su ciò che gli altri devono pensare? No, ovviamente. Al massimo possiamo sviluppare la consapevolezza necessaria a creare dentro noi stessi “un centro” che non ci faccia vacillare dinanzi alle critiche e ai giudizi degli altri. [ Puoi farlo anche seguendo il metodo e le scene del libro Filmatrix Infinity ]  

“Se quello lì non mi spostava la farina!!”. Abbiamo noi la capacità di NON farci “spostare” la farina, in un mondo in cui ognuno fa quel che vuole? Certo che no! 

Abbiamo però la possibilità di “controllare” le nostre reazioni e focalizzarci su ciò che possiamo davvero influenzare con i nostri comportamenti, questo sì che possiamo farlo, e nella misura in cui teniamo il focus sviluppiamo anche la sensazione di essere fortunati.

 

Stephen Covey, nel suo celebre libro “Le 7 regole per avere successo” ha definito “la sfera di influenza” tutto ciò che ricade sotto il nostro controllo. 

Quando passiamo ore a riempire la nostra neurologia di notizie negative come ad esempio quello che accade in Minnesota, le catastrofi ambientali, le guerre o i pettegolezzi del nostro paese, sviluppiamo la sensazione di essere delle vittime e la percezione di essere “sfortunati” perché in balia degli eventi.

Studi dimostrano che questo focus inibisce l’iniziativa personale perchè influenzata dalla rassegnazione. C’è poi chi sfoga con la rabbia (come Diego), chi con attacchi di panico, chi con apatia, o al contrario con iper-attività vittimistica perchè si ha l’illusione di essere utili alimentando giudizio, critica e polemiche. 

Invece, ad avere la peggio è proprio il nostro potere personale.  Lo stiamo cedendo agli altri. La nostra sfera di “influenza” si sta assottigliando, e in quello spazio che diventa sempre più piccolo, abbiamo la sensazione di avere sempre meno scelte. Quando ti scagli contro Trump, la Meloni, la sinistra, la destra, i femminicidi, il patriarcato ecc. hai già spostato il focus da quello che puoi realmente fare tu, a quello che stai subendo e continuerai a subire. 

Se “agisci” la tua sfera di influenza si allarga. Al contrario si restringe. Scrollando pagine sui social le nostre “sfere” si restringono perché non c’è niente di noi che agisce.

Allora cosa fare? Se non ti sta bene, vai a votare, crea un partito, organizza un sit in pacifico, dimostra gentilezza offrendo un fiore alle donne, aiutando in casa tua moglie, curando la natura, camminando in bicicletta, sii un esempio per i tuoi figli, prenditi dei rischi, ma fa qualcosa in un ambito in cui puoi davvero avere un impatto

Se credi di non averne, allora concentrati solo su ciò che puoi influenzare e molla tutto il resto. 

Ad esempio nel 2025 alcuni indicatori mostrano miglioramenti locali, come il calo di specifici reati in determinate aree. Eppure l’attenzione mediatica resta concentrata quasi esclusivamente su tragedie e crisi, amplificando una percezione di declino costante.

Non è così. C’è molto di buono in questo mondo e vale la pena “notarlo”.  

Ogni giorno scrivo la lista delle mie 10 fortune, sempre diverse, e mi si riempie il cuore di gioia e voglia di fare. Grazie a questa pratica, anche se mi “spostano la farina” continuamente non do di matto, la riprendo e preparo il mio dolce.

Non dare potere agli altri. Concentrati su ciò che puoi fare tu.

Ci rivediamo in giro

Virginio

p.s.: se desideri un buon compagno di viaggio per allargare la tua sfera di influenza ti consiglio di leggere >>> Filmatrix Infinity,

 






1 Commento a "La sfera di influenza e il potere personale"

  • Giovanni
    29 Gennaio 2026 (11:08)
    Rispondi

    Condivido pienamente il potere personale che ha ognuno di noi e di poter lavorare personalmente nel migliorare il nostro quotidiano con azioni concrete, offrendo aiuto pratico e sentirsi gratificanti nel relazionarci con chi ci sta’ vicino.


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