In cosa credere. Nella scienza oppure in Dio ?

Scritto il 22 Febbraio 2017

Questa è una di quelle domande che mi tormenta. Non da sempre, ma da qualche tempo. Da quando ho capito che per me i soldi non sarebbero stati un problema. Da quando ho capito che posso davvero realizzare qualsiasi cosa in cui credo e in cui sono disposto a riversare energie, attenzione e intento.

All’improvviso sono sparite le domande che riguardano il “come”.
Come faccio a guadagnare più soldi ? Come faccio a raggiungere quell’obiettivo? Come faccio ad entrare in contatto con quella persona ? ecc. ecc. Semplicemente so che se voglio con tutta la mia essenza, il come si manifesta lungo le  linee del tempo e dello spazio.

All’improvviso ho cominciato a farmi altre domande.

In cosa credere ? Nella scienza? In Dio? Oppure in entrambi ?

Forse è una di quelle domande che ti sarai fatto, più o meno palesemente. Più guardi il percorso che ti ha portato fin qui, più ti chiedi se fosse già tutto scritto oppure è stato frutto delle tue scelte. Se è bene affidarsi alle leggi empiriche e fredde delle probabilità e del business per ottenere la vita che desideri, oppure lasciarsi andare in una continua complicità con Entità e Forze invisibili.

Forse, entrambi le cose.

Intanto, mentre il dubbio è ben accomodato nella mia mente, ogni sera mi ritaglio un po’ di tempo per cercare la risposta nelle trame quantiche dei film.  Ieri ne ho visto uno che mi ha toccato profondamente, influenzandomi su più livelli.  I Origins. 

Sono 3 le scene che ho scelto e che rappresentano altrettante possibilità di affrontare il tema:

Convivere con queste verità contrapposte nella nostra mente. Scienza e Dio in egual misura, senza perdere l’equilibrio necessario all’esperienza terrena che stai vivendo.

Ian e Sofi si amano. L’uno è uno scienziato che da senso alla sua vita esclusivamente attraverso teoria, prove  e dimostrazione, impegnato persino a distruggere qualsiasi ipotesi spirituale. L’altra si crede un’anima incarnata e vuole convincerlo del contrario. Nonostante queste profonde divergenze, il loro amore funziona pur dandone un’origine diversa.

Ian lo spiega attraverso la teoria dell’entanglement quantistico (guarda la scena )

Credo che noi due ci conosciamo da sempre. Sai perchè? Quando c’è stato il Big bang tutti gli atomi dell’Universo si sono uniti in un minuscolo puntino che poi è esploso, quindi i miei atomi e i tuoi atomi erano sicuramente insieme e chissà, magari si sono uniti diverse volte negli ultimi 13, 7 miliardi di anni. I miei atomi conoscono i tuoi atomi. Li conoscono fin dall’inizio. I  miei atomi hanno sempre amato i tuoi atomi.   

Secondo la “legge di non località” della fisica quantistica due particelle che inizialmente hanno condiviso uno spazio continueranno ad interagire anche in caso di separazione, esattamente come se non fossero mai state separate. In altre parole, siamo tutti UNO, e la materia intera che costituisce questo mondo è collegata da questa “invisibile” correlazione. Ops ! ma questo potrebbe avere anche un sapore spirituale, o mi sbaglio?

Mentre Ian spiega il fenomeno con un velato concetto di entanglement , Sofi lo spiega con un velato “Dio”:  (guarda la scena)

Cosa ce ne facciamo di questa bella etichetta (entanglement) senza nessuna applicazione pratica? Potrebbe essere prendersi cura degli altri, della terra, degli atomi , per prendersi cura di se stessi?

Quando Ian confida a Sofi il modo in cui è arrivata a lei, ovvero seguendo delle strane coincidenze che avevano a che fare con il numero 11,  lei gli dice: Lo so te li ho mandati io.

Il giovane scienziato  replica senza esitare  “Stronzate”. Ian non crede nella telepatia, nella connessione tra cuori, nella capacità di influenzare il corso della propria vita senza una spiegazione scientifica. Allora la discussione prosegue:

Sofi : Sai di sentirlo ma ti spaventa a morte.

Ian : Sentire cosa ?

Sofi : Ok! Vivi in questa stanza giusto ? Realtà! Hai un letto, hai dei libri, hai un tavolo, una sedia, delle lampade. E’ tutto vero. Ma in questa stanza hai una porta che apre su un’altra parte. Vedi ? sta filtrando la luce. E’ aperta . solo un po’ , ma è aperta. Tu cerchi sempre di avere chiusa quella porta perché hai paura. Ma non ce l’avrai per sempre.

Per carità, bellissima metafora, ma è ancora debole per le convinzioni di uno scienziato. Ma poi arriva la botta ! Riepilogando:

  • Credere solo alle teorie scientifiche, alle leggi della fisica classica, a ciò che è dimostrabile (ammesso che la teoria sul Big Bang sia valida ed inconfutabile, ma alla fine sappiamo che è tutto ancora in gioco), oppure
  • Credere con convinzione a qualcosa di invisibile, mollando le proprie certezze per affidarsi esclusivamente al disegno divino

E se fosse l’uno e l’altro insieme ?

Quando Sofi scopre che Ian sta cercando di modificare geneticamente dei vermi, si lancia in una metafora che ci lascia a bocca aperta.

Ian : Sofì, io credo nelle prove e non ci sono prove dell’esistenza di uno spirito magico invisibile che vive in alto proprio sopra di noi. 

Sofi :Quanti sensi hanno i vermi Ian ?

Ian : Ne hanno due olfatto e tatto,  perchè ?

Sofi : Quindi vivono senza vedere assolutamente nulla. Nemmeno la luce giusto ? Il concetto di luce per loro è inimmaginabile. Ma noi umani sappiamo che la luce esiste. Questi vermi qui invece non lo sanno perchè non lo percepiscono, ma con una piccola mutazione potrebbero. Corretto?

Allora , dott. Occhio , forse alcuni umani rari umani, sono mutati e hanno un nuovo senso. Un senso spirituale e percepiscono un mondo che è proprio sopra di noi. E’ ovunque, proprio come la luce per quei vermi. 

E se avesse ragione lei ? Se questo nuovo paradigma della scienza e della spiritualità insieme potesse guidare le nostre vite e le nostre scelte ? Come sarebbe la nostra esperienza ?

Come cito nel libro FILMATRIX , uno dei migliori imprinting l’ho ricevuto dal film “Mangia, prega, ama” quando il Guru balinese dice a Liz  “Ne troppo io, ne troppo Dio” . Posso dire con certezza che la mia vita è stata guidata da questo orientamento negli ultimi 10 anni.

Non troppo “io” : non possiamo pensare solo al nostro ego, non possiamo definire “vero” solo quello che la nostra razionalità riesce a giustificare con i numeri e le teorie, finiremo per morire annegati nel nostro cinismo e nelle tonnellate di rifiuti che stiamo producendo come se non esistesse un domani e un futuro per i nostri figli.

Non troppo “Dio”: non possiamo delegare le nostre “responsabilità” alla sola spiritualità e far finta di poter attrarre tutto come il genio della lampada, ignorando completamente virtù e competenze necessarie per sopravvivere,  vivere ed essere di “esempio” e luce per gli altri.

Questo è il motivo per cui dovremmo continuare a migliorare, credendo allo stesso tempo nella scienza e in Dio. Mentre ti segnalo qualche risorsa per continuare a crescere insieme a me …

[  Il libro Filmatrix : https://www.ilgiardinodeilibri.it/libri/__filmatrix-virginio-de-maio.php?pn=6035

Il programma Filmatrix Weekly : https://www.filmatrix.it/iscrizione/  

…. ti consiglio anche di guardare “I Origins”  perchè è molto più di un film.

Ci rivediamo in giro 

Virginio






17 Commenti a "In cosa credere. Nella scienza oppure in Dio ?"

  • Serena
    22 Febbraio 2017 (22:28)
    Rispondi

    Bellissima come sempre questa nuova “scoperta” di film che hai condiviso con noi!! Mi piace molto la riflessione e il “modus vivendi” che ne viene fuori!
    io, ne sono pienamente convinta!!!
    Grazie, sempre e arrivederci in giro!!
    serena

    • Virginio De Maio
      23 Febbraio 2017 (6:27)
      Rispondi

      …grazie Serena ..per me è un gioco bellissimo. Ci rivediamo in giro

  • Alberto
    5 Marzo 2017 (16:21)
    Rispondi

    domenica 5 marzo.
    Si, a 67 anni, ancora abito serenamente nello stesso dilemma.
    Serenamente nel senso che non è “da non dormirci la notte” come Morpheus dice a Nio in Matrix.
    La porta per me è aperta, e da tanto tempo. sull’ universo del possibile.
    Sincronicità, deja vu, preveggenze (minime), attenzione ai sogni ed al loro mondo sono i cardini di quella porta.
    Ho accolto da subito Filmatrix come un’ altra opportunità e possibilità verso una crescita in consapevolezza e nella conoscenza di me e del mondo.
    Per ora è certo che faremo almeno un tratto di strada assieme. Poi si vedrà.
    Che bello!
    Un grazie a te ed a tutti i compagni di viaggio.
    Alberto

    • Virginio De Maio
      5 Marzo 2017 (19:02)
      Rispondi

      Ciao Alberto è bello viaggiare insieme. Sono sicuro che ci troveremo bene ..siamo “mente e anima” aperte al possibile . Ci rivediamo in giro

  • Fanny-Laura
    26 Marzo 2017 (0:38)
    Rispondi

    Ciao Virgi…Forse il problema/dilemma è riuscire a trovare quel confine che separa l’IO da DIO.
    Quel filo sottile su cui camminare senza perdere l’equilibrio.
    Ciao
    Fanny

    • Virginio De Maio
      27 Marzo 2017 (11:11)
      Rispondi

      ..Fanny ..non avrei saputo dirlo meglio . Ma come fai ? come fai?
      Un abbraccio e ci rivediamo in giro
      Virginio

    • wendy
      17 Aprilee 2017 (22:43)
      Rispondi

      Fanny… chissà, forse camminare su quel sottile filo in equilibrio potrebbe non essere un problema, nel momento in cui si arriva alla consapevolezza che il confine tra IO e DIO potrebbe semplicemente essere… D-IO!!! 😉

  • Fabio
    9 Maggio 2017 (14:50)
    Rispondi

    appena finito di vedere in streaming e di piangere con Solomina nel finale,,,,,, scontato per me che credo nella reincarnazione…..un pò meno per Ian lo scienziato protagonista del film….

  • Sandra
    14 Giugno 2017 (8:26)
    Rispondi

    Ciao Virginio
    Grazie per gli stimoli e gli punti di riflessione che riesci a trovare ed a proporci.
    “Scienza e Dio, l’uno nell’altro”
    Grazie
    Sandra

  • Antonietta
    8 Novembre 2017 (17:33)
    Rispondi

    Grazie Virginio, che bello leggerti, fai vivere emozioni che aprono quel senso che fa vedere la luce.
    Grazie di cuore.

  • Giuliana
    16 Febbraio 2018 (16:44)
    Rispondi

    D::Possiamo davvero conoscere l’unione. Ris. Si, la puoi conoscere, ma devi capire che esiste già.Qui con noi c’è ora una frequenza che è in unione con TUTTO CIO’ CHE E’ . E, che conosce se stessa solo in unione con tutto, con tutte le cose. Questo nostro aspetto che chiamiamo il Sè Divino, che noi risvegliamo al suo vero stato di realizzazione, è l’incontro con il sè come Creatore e del Creatore. Se capisci cosa significa unione, e cioè ” uno con ” allora capirai che non sto solo dicendo che Tu sei DIO, il che suona come una credenza, ma sto dicendo veramente dicendo che Tu sei fatto di Dio come lo è ogni altra cosa. La verità è di tutta l’umanità sul piano della frequenza in cui non siamo ancora arrivati con la coscienzache, è già completamente consapevole di questa unione. Il Sè Divino in noi quando si risveglia , e lo farà , chiama in manifestazione quello che gli serve. E quello che gli serve è la consapevolezza, la percezione, l’allineamento, la congruenza e il rispetto, dell’unione che è presente in ogni cosa.Ma la vera realizzazione del Divino in noi è l’aspetto del Creatore che sa ogni cosa a questo livello di riconoscimento., Dal libro della Maestria di Paul Selig.

  • Pierre
    18 Marzo 2018 (11:15)
    Rispondi

    ne nell’una ne nell’altra, credo solo in me stesso

  • Marina
    20 Giugno 2018 (21:27)
    Rispondi

    Grazie Virgilio x il video..io da tutta una vita cerco come molti di capire meglio questo mistero e ho scoperto che Dio non è altro che parte di noi e di tutto quello che ci circonda….tutto è UNO..namaste

  • ivonne
    10 Agosto 2018 (15:21)
    Rispondi

    meraviglioso come questo film possa integrare la parte razionale e mentale con quella spirituale

  • ivonne
    10 Agosto 2018 (15:23)
    Rispondi

    Gesù diceva “sei nel mondo ma non del mondo”

  • Gina
    5 Novembre 2018 (23:42)
    Rispondi

    Ciao Virginio, penso che la scienza piano piano si stia incamminando verso questo processo di consapevolezza, i tempi stanno cambiando e la spiritualità sta prendendo il sopravvento su di essa. Per quanto riguarda il film, ho pensato anch’io che nell’ anima della mia nipotina si potesse essere reincarnata l’anima di mio marito. Sto aspettando che cresca per scoprire altre attitudini, qualcosa che mi portasse ad avere altre conferme…oltre quella stupenda che già ho. Ti ringrazio, è un bel lavoro quello che stai svolgendo, un apertura collettiva verso la spiritualità. Grazie

  • Veronica
    24 Aprilee 2019 (17:27)
    Rispondi

    “Ne troppo io, ne troppo Dio” una frase che mi é rimasta scolpita nella mente. Ho sempre pensato che in realtà Dio siamo noi e in noi sta il potere di ogni cosa. Siamo tutti uniti a qualcosa di speciale e questo viaggio con te mi sta piacendo moltissimo. Ci rivediamo in giro 🙏🏻❤️


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