Scene di film: quando le tue paure sono “giganti”

Scritto il 14 Maggio 2018

In questi anni, grazie al percorso tutto lacrime e sorrisi che stiamo facendo insieme, le domande continuano a cambiare. Le cose che mi preoccupavano prima d’ora non so che fine abbiano fatto, mentre dubbi nuovi si affacciano alla mia mente. Eh si! Il tempo passa e detta la percezione della vita.

Lentamente sto mollando quella parte di me così attaccata ai risultati, così presa dal “fare qualcosa” a tutti i costi pur di veder cambiare la realtà, e puntualmente accorgermi che non cambia mai nulla . E attenzione ! Ho detto “sto mollando” e non “ho mollato” , questo presuppone che ci sto lavorando, grazie anche a te che mi leggi e che sei mio maestro.  Sempre più spesso osservo in presenza gli eventi che scorrono, a volte positivi, a volte negativi, senza far nulla ma con una certezza che porto nel cuore : tutto passa, tutto torna, come le onde del mare.

Così continuo a meditare nel presente. Citando Kung Fu Panda, cartoon tanto amato dai miei piccoli:  

” il passato è storia, il futuro è mistero, e il presente è un dono, per questo si chiama presente” 

Avevo completamente frainteso lo scopo delle emozioni, che non è tanto “avvisarci” , quanto donarci l’opportunità  della trasmutazione dalla paura in amore, dalla rabbia in pace, dalla morte in vita. Tempo addietro  ero pronto a negare le mie paure, preparato a “fare qualsiasi cosa” pur di “sconfiggerla”, di “vincerla” e andare oltre i miei limiti. Che sciocco che sono stato! Ma anche questo mi è servito per accorgermene. Nessuna paura è mai stata vinta, nessuna emozione perturbatrice , semplicemente non è possibile sconfiggerle. Restano li ben nascoste e in maniera subdola e silenziosa guidano le nostre scelte, la qualità della nostra vita, l’essenza del nostro presente.

Nel libro “ A tu per tu con la paura” , una lettura davvero introspettiva,  Krishnananda e Amana ci parlano delle 4 paure che non ci abbandonano mai :

  • La paura delle pressioni e delle aspettative
  • La paura del rifiuto e dell’abbandono
  • La paura di non avere spazio, di essere frainteso o ignorato
  • La paura dell’abuso della violazione fisica o energetica

Allora come si fa a vivere quando senti che una forza primordiale l’ha vinta su tutto, persino sulla tua ferrea volontà ? E’ possibile conviverci ? E’ giusto arrendersi , lottare o fare cosa ?

Due film molto simili (dai quali ho montato alcune scene)  ne hanno parlato toccando l’argomento più duro da affrontare, almeno dal punto di vista umano, ovvero quello della morte. E non stiamo parlando della paura di morire, ma di veder morire qualcuno a noi molto caro. La morte di una madre risveglia quel “mostro” o “gigante” che riconosciamo nella paura dell’abbandono  e che tanti piccolissimi o grandi traumi hanno alimentato negli anni. Questo, come altri giganti, vive in noi e si risveglia di tanto in tanto, soprattutto quando si tratta di allontanarsi dal mondo che conosciamo, oppure quando si tratta di afferrare un’opportunità, di cambiare strada, lavoro, partner, di vivere la vita appieno. Fa la voce grossa il gigante, non appena ci permettiamo di negarlo.  Con le parole della protagonista Barbara nel primo montaggio che propongo tratto da “I kill Giants” :

“Un gigante è odio. Demolire cose non gli basta. Un gigante ruba. Ruba tutto quello che hai e quando ha finito è come se tutto quello che ha reso bella la tua vita  non ci fosse mai stato”

Da tempo Barbara si rifiuta di visitare la madre, malata e a letto con pochissime possibilità di ripresa. L’inconscio le ha cancellato tutti i momenti passati, lasciandole un solo messaggio che le gira nella testa continuamente. Quando era piccola , la madre le raccontava spesso la storia di un giocatore di baseball  Covelsky, un uomo determinato che arrivato dalle miniere di carbone, tenne sotto scacco l’intera squadra dei New York Giants battendola per ben 5 volte e passando alla storia come “colui che uccide i giganti”. “Vedi ? Non ti arrendere mai Barbara” questa era l’esortazione materna e la piccola Barbara, nel momento più buio, la trasforma in una missione, pensando che uccidendo “giganti” salverà la sua vita. Così si costruisce  una corazza attraverso la quale la malattia della madre non può entrare, non può turbarla. L’unica cosa a cui pensa è uccidere i giganti. E chi sono questi giganti ?

Sono tutte le paure che lei ha ignorato, quelle che ha respinto. Sono “le paure di cui abbiamo paura” ma che non vogliamo ammettere. Quelle che non riusciamo a vedere negli occhi, quelle che evitiamo, pensando che ignorandole oppure combattendole possano essere sconfitte. E anche questa debolezza della natura umana va amata, accettata e dolcemente trasformata.

Questo è quello che accade a Barbara. GUARDA LA SCENA

Vuole combattere le sue paure, prima tra tutte quella di perdere la madre. Questi giganti la tengono sveglia di notte, le fanno vivere una vita all’insegna dell’irrequietezza e di pensieri logoranti : e se succede ? e quando succederà?  cosa ne sarà di me ? soffrirò? e la sofferenza sarà sopportabile ?

La verità è che Barbara (come noi)  ha paura di aver paura e la reazione più naturale è resistere. Devo dire che il regista è bravo a tenere tutto nascosto fino a quasi la fine, facendo intendere che i “giganti” altro non sono che la fantasia di una bambina. Ma non è una bellissima metafora ?

Ciò che più ci logora è la resistenza che opponiamo alla paura stessa, costruendoci corazze il cui peso ci opprime per una vita intera. E se solo l’atto di osservarle facesse sgretolare l’armatura ?  Se quelle paure potessero tornarci utili in qualche modo?

Nel film sarà la paura stessa (il Titano che emerge dal mare) che aiuterà Barbara a sopportare il dolore e ad andare avanti:

“Tutte le cose che vivono in questo mondo muoiono . E’ per questo che devi trovare gioia nella vita mentre il tempo ti appartiene. E non temere la fine. Non accettare questo significa non accettare la vita, invece accettala. Riesci ad accettarla ? Sei più forte di quello che pensi”

Questo è il messaggio centrale del film : demonizzare la paura, disinnescare il suo potere accettandola, conoscendola e illuminandola. Nell’ultimo periodo, il messaggio ci arriva dal cinema così dirompente. Un secondo film infatti, quasi identico, parla delle nostre paure mettendo in scena un dramma simile. Si tratta di   “Sette minuti dopo la mezzanotte”,  ma questa volta il carico emotivo è raddoppiato.

Ti  chiedo dunque  uno sforzo maggiore. Fai un respiro profondo, drizzati sulla sedia e sii presente!Devi centrarti per vedere film del genere perché ti spezzano il cuore, ti fanno male, ma a volte abbiamo bisogno di questo dolore per comprendere fino in fondo il messaggio. Qui Connor è incalzato da un albero che assume le sembianze di un mostro, ogni  “7 minuti dopo la mezzanotte”. E’ evidente che si tratta di una trasposizione del sogno di un ragazzino ma nei sogni, lo sappiamo, riviviamo il dramma che più ci angoscia. Anche per  Connor  si tratta di perdere la madre, ormai in fin di vita.

Anche per Connor , un mostro che simboleggia la paura, lo accompagnerà ad attraversare il dolore e lasciare andare.  Farà in modo di risollevarlo e sospingerlo  verso l’accettazione e un futuro migliore.

In sintesi questo è ciò che accade quando rinunciamo alla lotta, quando smettiamo di fingere di essere forti, quando molliamo la presa e lasciamo che la diga crolli sotto la pressione delle emozioni. Essere coraggiosi vuol dire ammettere di aver paura e non il contrario. E’ un tipo di coraggio raro, che manifesta una comprensione profonda della natura eterna della vita, oltre il corpo e oltre la materia. Ma è anche un tipo di coraggio che è dentro di te, proprio in questo momento.

I piccoli protagonisti del nostro viaggio ci hanno raccontato che bisogna accettare di essere vulnerabili, accettare di aver paura. Magari di incontrare le nostre paure nell’intimità più intima e osservarle negli occhi, lasciare che ci conoscano e noi conoscere loro. Forse ne nascerà una rissa, forse una danza, forse l’amore, ma di sicuro accadrà qualcosa che trasmuterà l’energia. Questo è il carburante del cambiamento, e naturalmente non cambiano le cose, non cambiano gli eventi, le perdite, non cambia il mondo intorno a noi. Siamo noi che cambiamo.

Alla domanda di Connor “Come finisce la quarta storia?” “l’albero mostro” (alias la sua paura dice) : finisce con il ragazzo che si stringe forte alla madre e così facendo la lascia andare.

E tu? Quale paura devi abbracciare prima di lasciarla andare ?

Noi ci rivediamo in giro

Virginio

p.s.: qui trovi alcune risorse che possono esserti d’aiuto  http://shop.ilcinemainsegna.it






10 Commenti a "Scene di film: quando le tue paure sono "giganti""

  • Mariarita
    15 Maggio 2018 (11:58)
    Rispondi

    Mamma, che duro che è stato vedere queste due scene!!! Un groppo in gola, di quelli duri a sciogliersi accompagnato da lacrime involontarie, nella seconda. Quale paura devo abbracciare? Non ne ho idea, ma so che c’è ed è da un bel po’ di anni che mi tiene bloccata qui dove sono! Ne sono cosciente, so che c’è ma non riesco ad individuarla ….mi sa che più tardi faccio un po’ di meditazione con il proposito che mi venga rivelata!!!! Grazie Virginio sei un tesoro prezioso. Mariarita

    • Virginio De Maio
      16 Maggio 2018 (10:42)
      Rispondi

      grazie a te Mariarita ..ci rivediamo in giro

    • filomena campagna
      17 Maggio 2018 (14:33)
      Rispondi

      Risposta per Mariarita, io sto scrivendo un libro sugli angeli, e per motivi che non posso dire sto pubblicando alcuni video, sempre sull’argomento angeli, come anticipazione del libro stesso, e ad essere sincera Virgilio sa chi sono…E quindi questo fa presumere che io possa avere un po’ di conoscenza per sapere chi e cosa fare vero? Invece no…Perche la vita cari miei e questa, e tutto un divenire, tutto e cambiamento, e relativa evoluzione compresa ciò che succede prima, ”e cioè distruzione…”Ma quest’ultima parola porta già con sé tutte le risposte, e io l’ho compresa un anno fa…Quando prematuramente e deceduto mio marito…Grandissima lezione di ”vita…”perche la stessa ‘distruzione’ in cui sono caduta, e diventata…D’ISTUZIONE…Comprendi cosa voglio dire?Quindi ci sarà sempre qualcosa che si dovrà distruggere, perche arrivi anche l’illuminazione…Che possa piacere oppure no, succederà comunque…Un sentito grazie a Virgilio che ha saputo infondermi una piccola pillola di saggezza, che mi e servita in questo lungo percorso, grazie infinite…Virgilio.

      • Mariarita
        17 Maggio 2018 (18:13)
        Rispondi

        Grazie per le tue parole Filomena, comprendo benissimo cosa vuoi dire. E’ da parecchio che ho compreso che le esperienze della vita per brutte che possano sembrare portano con se lezioni indispensabili e che sta a noi cogliere, ma non riesco a collegare ciò che dici con la mia paura nascosta.

        • filomena campagna
          22 Maggio 2018 (10:23)
          Rispondi

          Ciao Mariarita, il nesso con le tue paure”nascoste” e proprio nel fattore che non ne hai ancora preso coscienza, e scusami se non ho continuato la risposta prima, ma sono in fermento per i miei video,con la raucedine a motivo dell’allergia:-) e questo non mi rende la vita facile…E comunque quello che voglio intendere io, e che a pelle noi sappiamo ciò che ci fa paura,ma non ne abbiamo la forza e la capacità di ammetterlo a noi stesse,oppure sono paure inculcate da qualche adulto nell’infanzia, e che quindi c’è nella nostra memoria ma non la sappiamo identificare…Detto ciò, ce da dire che a volte più ci fissiamo, e fossilizziamo in quello stato di ”paura”e più daremo energia e forza a quella matrice che tutto crea…quindi e sempre meglio andare oltre…cestinare il sentire quello stato negativo, abbandonare anche il desiderio di voler a tutti i costi individuare la stessa sensazione di paura, perche se e quella che noi cercheremo…sarà la stessa che incontreremo, e noi non lo vogliamo vero?Ma se ti vuoi togliere qualche altra curiosità cercami su youtube,Da esperienze personali,video libro ”il sentiero degli angeli”.Se lo desideri puoi visitare anche https://angelicolcuore.jimdo.com/.E buona giornata,un sincero abbraccio.

          • Mariarita
            22 Maggio 2018 (19:06)

            Buina sera Filomena e ancora grazie per il tuo interesse. Certo che non vado a focalizzarmi su cosa non desidero…lo so bene che così facendo, mettendomi sulla sua frequenza, lo “attraggo”…. quello che intendevo dire è che so per certo che esiste un “blocco” una “paura” chiamalo come vuoi o forse anche più di uno, che mi tiene bloccata …. come dici tu c’è nella nostra memoria….COSA INTENDI PER ANDARE OLTRE? (questa frase la sento molto spesso e fa parte di un brevissimo scritto, purtroppo l’ultimo, che mi ha lasciato un mio caro amico… dove come ultima frase c’era scritto GUARDA OLTRE!!!! Non è che io stia li tutto il giorno a pensare a questa cosa ecc., sto percorrendo la mia strada verso me stessa e com’è successo altre volte, che ad un certo punto è “arrivata” la “rivelazione” e ho deo oh! ecco! ora capisco…ed inevitabilmente sono andata avanti e oltre a quel punto….vorrei che succedesse anche con questo “blocco”. Magari, come mi sta suggerendo la mia vocina, non è ancora il momento giusto….Sono certa, e con il cuore in pace, che se superare questo fa parte del mio cammino…quando sarò pronta accadrà. Intanto sto attenta a tutti i messaggi che mi arrivano e colgo ogni possibilità di conoscenza….. un abbraccio! Non rispondermi in questa sede, non credo sia opportuno continuare a parlare di me, qui! 😉 … ora vado a dare un’occhiata al link che mi hai mandato e su YouTube. Ancora Grazie. Mariarita

  • Giovanna De Musso
    16 Maggio 2018 (13:05)
    Rispondi

    Illuminante , come sempre !
    Grazie di cuore Virginio .

  • Daniela Clementina Ripamonti
    16 Maggio 2018 (15:31)
    Rispondi

    Grazie Virginio, è stato un grande viaggio all’interno, nel vedere e abbracciare una mia paura , e sono felice nell’averla lasciata andare…per ora!
    Noi ci rivediamo in giro
    Daniela

  • daniela
    18 Maggio 2018 (20:21)
    Rispondi

    Grazie infinite e di cuore per le meravigliose scene di film che toccano il più profondo del cuore e della mente.
    Scene forti…d’ amore, sofferenti, scene illuminate che mi portano a riflettere, mi emozionano perchè mi riportano al ricordo che mi fa sorridere e mi fa anche soffrire e piangere, mi riportano all’ esperienza vissuta e all’ esperienza di vita che vivrò.
    la paura che mi assale sempre è la paura di essere cresciuta, di non essere più una bambina è la tristezza che si trasforma in paura ed è la stessa paura di quando mi ha lasciato la mia mamma, che mi ritorna, si trasforma in tristezza e poi in paura e quando accade soffro, credo sia la paura di averla persa, paura della morte.
    Ma poi guardo la vita bella, l’ amore dei miei figli, degli amici, l’amore per gli altri, per la vita, per la natura e prendo
    coraggio, mi sento forte.
    Spero che riuscirò ad avere sempre il coraggio di vivere bene e guardare avanti
    Grazie grazie di cuore💖

  • Nicoletta Bernuzzi
    8 Giugno 2018 (14:39)
    Rispondi

    Grazie e ancora grazie, per il tuo lavoro, per la tua umanità, per il desiderio di aiutare ad andare oltre.
    Ultimamente, quando le mie domande vogliono particolare attenzione, mi capita più spesso di imbattermi in frasi, libri, e grazie anche a questo post , mi ha aiutato a comprendere e acquisire maggiori consapevolezza..


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