La forma dell’acqua: quando l’amore vince gli Oscar

Scritto il 5 Marzo 2018

Che questo film avesse qualcosa di speciale ce ne eravamo accorti tutti. Una miniatura della vita, un contenitore in cui abbiamo ritrovato il “Tutto”, dalla crudeltà all’amore, senza esclusione di colpi. L’amore vince e la “forma dell’acqua” ci avvolge come se fosse l’essenza della vita stessa.

Guillermo del Toro avanza con questo parallelismo tra l’acqua e l’amore, entrambi senza forma, ma entrambi capaci di travolgere qualsiasi ostacolo sulla strada dell’evoluzione.  Quando vidi per la prima volta il film in lingua originale, il significato mi restò addosso per diversi giorni : esiste un’unica verità.

Da quel momento fino alla vittoria degli Oscar è passato del tempo durante il quale ho pensato spesso a cosa  Del Toro abbia voluto dirci con quest’opera.

Forse, a volte, per trionfare l’amore ha bisogno di farsi strada tra la violenza e il dolore, come un insistente trivellare nella roccia dell’ignoranza umana. Forse  è più facile che l’amore si riconosca in chi non ha parole, in chi non usa il linguaggio verbale per comunicare, ma l’emanazione energetica dei propri corpi, della propria mente e del proprio cuore.

Non lo so ancora, forse sarà più chiaro anche per me alla fine di questo articolo. E’ la storia dei due protagonisti, lei un’insuperabile e dolce Eliza affetta da mutismo, e lui un uomo anfibio, venerato come un Dio in Amazzonia, catturato e reso prigioniero da un colonnello sprezzante e violento.

Eliza, trattata con superficialità e distanza da tutti gli uomini a causa dei suoi limiti con il linguaggio, trova in quello strano compagno, anch’egli incapace di comunicare a parole, prima un amico e poi l’amore.

Allora insieme ci chiediamo se l’amore abbia davvero un linguaggio senza “verbo”  e se  il principio su cui basare l’intera esistenza di ogni cosa non sia la sola “vibrazione” . “Al principio era il verbo” , così come riportato nelle sacre scritture, sembra avere un’ampia interpretazione sotto questo aspetto: “ In principio erat  verbum”  dove “verbum” significa “suono” o meglio ancora “vibrazione”.

Così la vera protagonista di queste prime immagini del film è la musica. E’ attraverso la musica che i due protagonisti possono comunicare,attraverso versi e suoni possono percepire i loro intenti e aprirsi con fiducia all’altro. 

L’amore ha un’origine ? L’amore ha una razza ? A quanto pare l’amore non ha neppure una forma, ma come l’acqua avvolge tutto e vibra. Qui assistiamo alla disfatta delle “parole”, sopravvalutate e fredde. Quelle parole con cui a volte si possono costruire ponti, e questo è vero, ma che in preda all’ignoranza vengono usate per costruire muri.  Con le emozioni invece non si sbaglia, con la musica e le vibrazioni ci sono solo due risultati : l’amore o l’odio.

E se per orientarci nelle scelte quotidiane usassimo lo stesso criterio che Eliza e il suo amato hanno usato per diventare immortali?  Ascoltare e sentire ciò che ci fa stare bene ( Caparezza docet : -) )

In questa scena del film ne abbiamo un bellissimo esempio :

 

Poi arriva il momento in cui la parte peggiore dell’uomo, qui rappresentata dal colonnello Strickland, vuole prevalere sulla natura. Così quello che per le antiche popolazioni amazzoni (ben più avanti della nostra “moderna” civiltà) rappresenta una creatura divina, rischia di essere vivisezionato. Eliza chiede aiuto al suo amico Giles per strappare l’anfibio alla morte. Lo fa con tutta se stessa , con il rispetto profondo per un altro essere vivente. Tutti dovremmo guardare alla determinazione di Eliza come ad un esempio , un modello per affrontare la superficialità dilagante che rende l’uomo sempre più meschino di fronte alle differenze di ogni genere. Un cinismo crescente che ritroviamo anche nello stesso Giles.

Questa è forse la scena “quantisticamente” più significativa. Non c’è bisogno del “parlato”, basta osservare gli occhi di Eliza per essere invasi da un bisogno di comprensione e tolleranza e per volere all’istante ciò che lei desidera con tutto il cuore. Quando Giles borbotta qualcosa del tipo “non è neppure umano” , lei risponde “se non faremo nulla per fermarli, allora non lo saremo neppure noi”. 

Più si va avanti e più i messaggi diventano sottili:  l’amore che di fisico non ha nulla, guarisce il cuore, ma anche il corpo. Simbolica la scena in cui l’anfibio entra in contatto con Giles poggiando le mani sulla testa  e trasmettendo un pensiero di  amore che lo guarirà dalla ferita  e addirittura gli farà ricrescere i capelli.

Chi siamo dunque noi per poter giudicare l’altro ? In che modo le differenze ci rendono migliori o peggiori  di un altro essere vivente ? Ogni volta che rifletto su queste domande non posso fare a meno di rivalutare la mia stessa vita.

Essere, fare, avere cose diverse rispetto agli altri è solo un arricchimento e non certo un modo per distinguermi.

Da un punto di vista emotivo e “filmatrixiano” la sceneggiatura rischia più volte di essere censurata. Tuttavia, restando presenti , nei pochi momenti di violenza è possibile analizzare lo scorrere della trama senza partecipare attivamente all’orrore di cui siamo capaci. Se c’è una cosa di cui vado particolarmente fiero è questa consapevolezza trasmessa attraverso il mio libro. Oggi possiamo sfruttare i film per cambiare in meglio, senza partecipare inconsciamente al gioco delle emozioni negative.

Sul finale Eliza viene ferita gravemente, forse uccisa, mentre il suo piano di liberare in mare l’anfibio è scoperto e deviato. La strana creatura , con poteri di guarigione l’avvolge e la trasporta con se nel suo mondo, il mondo dell’acqua. Qui lei rinasce, apre all’improvviso gli occhi  e ricomincia a respirare. Forse i poteri  dell’anfibo vanno oltre, forse hanno avuto la capacità di farle spuntare le branchie. Ma ormai siamo alla fine e i dettagli poco importano, ciò che conta è l’amore che trionfa, o meglio la sua forma.

Ora per me tutto si fa più chiaro e anche se qui ci fosse il regista a smentirmi, voglio ricordarlo così questo finale. Voglio che per me significhi questo.

Cosa vuole dirci Guillermo del Toro con questo film ? Che l’amore è dappertutto, dal  momento che su questa terra la massa dell’acqua è del 71% , che nell’uomo è del  72% e che l’acqua ha una memoria. Lo fa chiudendo il film con una poesia “sussurrata da una persona innamorata centinaia di anni fa :

 “incapace di percepire la tua forma ti trovo ovunque intorno a me. La tua presenza mi riempie gli occhi con il tuo amore, il mio cuore si fa piccolo perché tu sei ovunque” .

L’amore è in ogni cosa.

Dalle sale siamo usciti tutti un po’ anfibi, siamo andati a fondo insieme ai protagonisti e abbiamo alzato gli occhi al cielo a guardare quella luce. La stessa luce che le prime forme di vita su questo pianeta guardavano dalle profondità degli oceani.

Quella luce che è tutto, felicità, speranza e ragione di vita.

Noi ci rivediamo in giro

Virginio

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p.s.s: ecco la scena finale del film. L’ho tagliata appositamente lasciando la musica di coda. Credo davvero che “musica” sia un sinonimo di “amore”

 






24 Commenti a "La forma dell'acqua: quando l'amore vince gli Oscar"

  • lucia leopardi
    5 Marzo 2018 (19:08)
    Rispondi

    QUELLO CHE HO VISTO ED ASCOLTATO E…SPLENDIDO!!!

    • Virginio De Maio
      6 Marzo 2018 (8:59)
      Rispondi

      … vero, Lucia ..e allora ci rivediamo in giro

  • MariaGrazia
    5 Marzo 2018 (19:08)
    Rispondi

    mamma mia che emozione …. amore allo stato puro

    • Virginio De Maio
      6 Marzo 2018 (8:59)
      Rispondi

      ..si Maria Grazia guardando l’intero film ancor di più … ci rivediamo in giro

  • Mariella
    5 Marzo 2018 (19:39)
    Rispondi

    Sono rimasta inizialmente sorpresa per la presentazione di questo film perché per come ricordavo aveva dei punti in sospeso ….
    Poi ho letto le seguenti parole : / da un punto di vista emotivo e fimatrixiano la sceneggiatura rischia di non collimare non il presupposto di Filmatrix
    Tuttavia, nei pochi momenti di violenza è possibile lo scorrere della trama senza partecipare attivamente al l’orrore di cui siamo capaci /

    Così ho trasfigurato l’azione è ho compreso
    Grazie

    • Virginio De Maio
      6 Marzo 2018 (9:01)
      Rispondi

      eh si Mariella oggi che siamo consapevoli possiamo difenderci. Anche io come te non amo affatto le scene violente, di sangue o particolarmente cariche di “ansia” , ho imparato a dissociarmi. Altrimenti ci perderemmo tantissimi film validi . Un abbraccio e ci rivediamo in giro

      • Teresa
        6 Marzo 2018 (10:17)
        Rispondi

        Bellissimo il commento di Virginio.Condivido pienamente. Quando ho visto il film mi sono emozionata e virtualmente ho fluttuanti insieme ai protagonisti facendomi cullare dall’ acqua e dall’ amore. È stato bellissimo la percezione di tutto ciò

  • Andrea
    5 Marzo 2018 (22:20)
    Rispondi

    Grazie Virginio… spettacolare…. spero sia già noleggiabile perché lo voglio vedere. 👋

    • Virginio De Maio
      6 Marzo 2018 (9:02)
      Rispondi

      noleggiabile non so Andrea, ma di sicuro lo trovi in streaming . Un abbraccio e ci rivediamo in giro

  • alfreda
    6 Marzo 2018 (8:26)
    Rispondi

    queste scene mi hanno riaperto il cuore all amore universale , quell’amore che quando lo percepiamo è pieno di emozione, di compassione…e di rimpianto per il ricordo di dove…veniamo….e di chi siamo….esseri immortali…scintille divine …incarnate per aiutare noi…e chi lo desidera….grazie..grazie..grazie…

    • Virginio De Maio
      6 Marzo 2018 (9:04)
      Rispondi

      Si Alfreda , per me è stato soprattutto il momento in cui lei cerca di salvarlo ad ogni costo . Ti consiglio tutto il film (a tratti ti toccherà raddrizzarti sulla sedia per evitare che le scene ti coinvolgano emotivamente) ma vale la pena. Ci rivediamo in giro

  • Salvatore
    6 Marzo 2018 (9:19)
    Rispondi

    Ho già visto il film,non ho commenti,solo un piccolo suggerimento per chi ancora non lo ha visto.Predisporsi alla visione senza alcuna aspettativa,lascianrsi andare,magari connetendosi con i suoni e le immagini e vivere intensamente tutte le emozioni che …

    • Virginio De Maio
      8 Marzo 2018 (8:57)
      Rispondi

      …ottimo suggerimento Salvatore . Ci rivediamo in giro

  • Teresa
    6 Marzo 2018 (16:19)
    Rispondi

    Bellissimo il commento di Virginio.Condivido pienamente. Quando ho visto il film mi sono emozionata e virtualmente ho fluttuanti insieme ai protagonisti facendomi cullare dall’ acqua e dall’ amore. È stato bellissimo la percezione di tutto ciò

    • Virginio De Maio
      8 Marzo 2018 (8:59)
      Rispondi

      grazie Teresa… ci rivediamo in giro, magari in fondo agli oceani

  • selenia
    7 Marzo 2018 (12:54)
    Rispondi

    Mi piace pensare all’acqua come quella distesa limpida e cristallina dove fluttuano le nostre anime. Il suono e l’acqua un connubio divino e mi viene in mente Maseru Emoto e le vibrazioni che nell’acqua compongono un’armonia di amore perfetto, universale. Scene molto intense dove. esiste solo il linguaggio dell’anima. Grazie Virginio

    • Virginio De Maio
      8 Marzo 2018 (9:01)
      Rispondi

      Penso Selenia che nel titolo “the shape of water” ci sia anche un riferimento a Masaru Emoto ..chissà Ci rivediamo in giro

  • filmatrix
    12 Marzo 2018 (5:58)
    Rispondi

    “Musica sinonimo d’Amore”
    Grande! 😉

  • Maria Grazia
    12 Marzo 2018 (14:25)
    Rispondi

    Hai colto nel segno il vero messaggio del film è in modo poetico…

  • Sharon
    16 Marzo 2018 (18:01)
    Rispondi

    vediamo di indagare Grazie Francesca!

  • AMADO
    4 Aprilee 2018 (0:11)
    Rispondi

    Mi pare benissimo, e io sono messicano, anche il produttore é messicano
    saluti per tutti

  • Nella
    4 Aprilee 2018 (14:52)
    Rispondi

    Grazie Virginio! Adoro i film e condivido tantissimo di quanto esprimi, anche nel tuo libro … In queste emozionanti scene quanta voglia di amare e di amore … Di rinascere nell’essenza del vero sentire/sentimento dove tutto è suono/vibrazione !!! Nel silenzio del profondo del cuore la vera dimensione della Vita che esprime il divino …
    Un abbraccio

  • BestMamie
    13 Aprilee 2018 (22:21)
    Rispondi

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  • Silvia
    18 Aprilee 2018 (20:25)
    Rispondi

    e…avete notato che la ferita che lei ha sul collo, cicatrici di violenze passate, si trasforma nel modo in cui lei potrà’ vivere sott’acqua?


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