Manifesto e istruzioni per partecipare all’iniziativa Filmatrix Off

Scritto il 30 Ottobre 2020

Partiremo con l’iniziativa FILMATRIX OFF, tutti insieme, il 1° Novembre 2020 in modo da creare un’onda d’urto imponente *

(* Se stai leggendo queste istruzioni dopo il 1°  Novembre puoi partire con il tuo gruppo quando desideri, e appena puoi. Con Filmatrix Off sei tu ad innescare una nuova miccia in ogni momento)

La lettura completa di questo articolo è cruciale, per analizzare e scoprire insieme qual è la vera causa del problema che stiamo vivendo e quale la soluzione migliore che possiamo mettere in campo.

Una soluzione semplice e dirompente. Come nel film “Un sogno per domani” devi solo assicurarti che le 3 persone che coinvolgerai a loro volta ne coinvolgeranno altre 3, e via così.

In sintesi ogni persona che partecipa a Filmatrix Off deve coinvolgere altre 3 persone che per 1 giorno spegneranno tutti i Media. Perché farlo? 

Ci sono ragioni più profonde di quelle che puoi immaginare (se non ti piace leggere, oppure sei in macchina e vuoi ascoltare la mia voce, le ho illustrate in questo video >>> VIDEO DELLA CONSAPEVOLEZZA)

Per comprendere meglio è necessario partire dal sintomo.

C’è un’emergenza sanitaria (vera o manipolata che sia non è dato saperlo, almeno non lo è con certezza), questa emergenza sanitaria sta creando una serie di problemi su vasta scala, il primo sotto gli occhi di tutti è la forte identificazione di alcune persone con la convinzione “il virus esiste ed è tutto vero” , e altre persone dall’altra: “è tutto un complotto e non esiste nulla”.

Molti altri si trovano a volte da un lato, altre dall’altro, e vivono in uno stato di confusione generale. Se c’è una cosa che può metterci d’accordo tutti è che stiamo vivendo un momento di confusione, di rabbia, di paura.

E penso sia un fatto risaputo e stabilito dalla ricerca scientifica che questo stato di terrore in cui viviamo, e preoccupazione non fa bene a nessuno, anzi abbassa seriamente le nostre difese immunitarie rendendoci ancora più vulnerabili non solo a questo virus (se esiste), ma anche ad ogni altro tipo di malattia.

Seguimi in questo discorso, fino alla fine e avrete un’idea più chiara di qual è l’unica cosa che insieme possiamo fare adesso per migliorare la situazione. Ti sembrerà un fatto banale, ma non lo è ed ecco perché:

Per spiegarmi meglio devo usare un’analogia un po’ forte, quella delle dipendenze. Mi scuso innanzitutto con le persone che vivono queste problematiche nelle loro famiglie, non è mia intenzione rendere “semplicistico” e “superficiale” un tema così delicato, ma è soltanto il desiderio di farmi comprendere meglio.

Nel mondo del narcotraffico esistono: Una fabbrica o più produttori di droga, gli spacciatori e i consumatori. Insieme definiamo questo sistema un “cartello della droga”.

La droga è un prodotto, un’esperienza, un’informazione che produce, ahimé! un beneficio a brevissimo termine rivelandosi sempre dannosa nel lungo termine fino a distruggere la vita dei drogati e delle famiglie.

La droga non produce “valore” a lungo termine per i drogati, eppure i drogati un giorno, per un motivo sconosciuto legato al proprio passato, ai vuoti interiori, alle proprie esperienze, a scarsa autostima, a storie di violenza e dolore, hanno cominciato a chiedere la droga.

A chi l’hanno chiesta? Direttamente alla fabbrica di droga? No! L’hanno chiesta allo spacciatore. Lo spacciatore è tornato alla fabbrica e ha detto: ho venduto 10 bustine, 100 bustine. La fabbrica ne ha prodotte altre 100 e le ha rimesse sul mercato attraverso gli stessi
spacciatori che le hanno vendute.

A volte vendevano LSD, altre volte l’eroina, altre volte la cocaina ecc. a seconda di quello che vendevano tornavano alla fabbrica con il loro feedback . Oggi sono aumentati i drogati di cocaina, oggi invece sembra andare LSD ecc. E così la fabbrica, a seconda della richiesta del mercato, ha prodotto altra droga.

A nessuno dei proprietari della fabbrica è venuto in mente di produrre qualcosa di valore. Nessuno di loro si è messo a produrre “pomodori biologici”, perché il mercato chiedeva la droga.

Se questo quadro è chiaro, allora qual è il nostro ruolo, cosa c’entra il coronavirus e cosa possiamo fare ?

Partiamo dal fatto che l’Umanità (e quindi anche noi), fa continuo uso di droghe. Per anni e anni abbiamo continuato a chiedere la “droga” (ovvero prodotti, esperienze e informazioni senza un valore a lungo termine, ma solo a brevissimo termine) e abbiamo incentivato i proprietari di droga a produrre sempre più schifezze.

Li abbiamo aiutati a rafforzare questo sistema chiamato “cartello della droga”, solo che non si tratta di polvere bianca o almeno
non quella che pensiamo noi. Cos’è la droga?

La dipendenza da cattive notizie ad esempio, un fatto biologico e naturale.

Più ne guardiamo e più ne vengono prodotte, perché attraverso le cattive notizie i cartelli guadagnano.

Cos’è la droga? Il cibo spazzatura, nel quale possiamo annoverare il grande cartello dei veleni bianchi: zucchero, farina, latte e sale, prodotti raffinati e spacciati in grande quantità perché fanno guadagnare un altro cartello della droga.

Cos’è la droga? Il mercato dei like, dell’apparenza senza sostanza, delle veline, dei youtubers senza valore che noi continuiamo a chiedere a gran voce e che fa guadagnare altri cartelli. Il mercato della velocità, che attraverso la tecnologia fa guadagnare altri cartelli della droga.

Cos’è la droga? Il mercato della malattia, che noi chiediamo di produrre a gran voce alimentandoci con la spazzatura vedi McDonald, Burger King, consumi eccessivi di carne, di grassi idrogenati, conservanti, pesticidi ecc.

Pieno zeppo di droghe è anche Il mercato della medicina allopatica che combatte solo il sintomo delle nostre malattie ignorando oramai da secoli che l’uomo è fatto di un sistema olistico: non solo di organi ma anche di emozioni, di stati d’animo, e la malattia è solo una
risposta ad emozioni represse.

Il mercato delle medicine che combattono il sintomo è il simbolo di prodotti con scarso valore a brevissimo termine, che con i propri effetti collaterali nel lungo termine peggiorano lo stato di salute. Quando per un semplice mal di testa prendiamo immediatamente l’aspirina, senza indagare cause, ma sopprimendo il sintomo, non è forse chiedere una droga?

Tutte queste “sfumature di droghe” costituiscono il Grande Cartello della Droga.

In questo sistema, di chi è la responsabilità? Qual è la vera causa del problema ? E’ della fabbrica che produce, dello spacciatore che spaccia o del drogato che consuma?

Siamo nel campo della consapevolezza. Dei livelli di coscienza.

C’è chi è consapevole di questo potere che ha, che sia chiama “scelta” e chi invece è completamente vittima della sua stessa dipendenza senza rendersi conto di poter cambiare le cose.

Per lui o lei non si pone il problema, non lo vedono neppure il problema. Non sanno neppure di essere drogati, anche se poi quando gli chiederai di chi è la responsabilità ti diranno di un “produttore di droga” e/o di uno “spacciatore”, ma mai la loro che la consumano.

Cosa c’entra questo con il coronavirus e quello che sta accadendo? Davvero non riesci ad intuire che sta avvenendo, né più né meno, quello che chiediamo da circa un secolo? Ma aspetta, forse dobbiamo andare avanti un altro po’ per schiarirci le idee.

Un ruolo determinate nella faccenda viene giocato dagli spacciatori. Mettere in ginocchio un cartello della droga è semplice: far fuori tutti gli spacciatori. Se non ci sono spacciatori la droga resta in magazzino.

Qual è il ruolo degli spacciatori? Non è solo quello di venderti la droga, quello è un semplice compito di routine. Il vero compito è quello di raccogliere dati, di scovare il tuo indice di gradimento, capire quale droga ti piace e trasmettere questi dati alla fabbrica. In questo
modo i produttori saranno sicuri su cosa produrre.

Dall’inizio dell’emergenza si è capito subito che sarebbe stata una guerra dell’informazione. Più il drogato sta male, più ha bisogno della droga. Più ha paura e più vuole evadere dalla realtà fidandosi del produttore della droga. Se il drogato non è consapevole del suo
problema meglio ancora, perché non cercherà soluzioni e resterà nella trappola del consumo.

Fuor di metafora chi sono gli spacciatori? Sono i media. Questi ultimi trasmettono costantemente alla fabbrica di droga, l’informazione che riguarda la tua assuefazione. Se vedi un video di informazione sui contagi gli “spacciatori” i “media” con i loro algoritmi e le loro tecnologie stanno informando la centrale di mandarti altra paura e terrore.

Se compri con la tua carta fedeltà al supermercato quel dato prodotto farcito di grassi idrogenati, i Media stanno informando la fabbrica qual è la droga che ti piace. Se esprimi un like su una pagina i Media stanno informando la fabbrica su cosa farti vedere.

Insomma grazie a questa trasmissione dati la fabbrica produce su commissione. Se c’è un complotto dietro al coronavirus (e ripeto se c’è) questo complotto viene sostenuto dai Media che continuano a sottrarti informazioni in merito a come la pensi e a trasmetterle alla
fabbrica per permetterle di manipolarti ancora meglio.

Certo ci sono anche Media che sono spacciatori di cultura, verità e giustizia, ma si perdono nel mare dello scarso valore.
Anche perché non hanno dati da trasmettere, sono talmente poche le persone consapevoli che si mantengono in presenza, senza cadere vittime di odio, rabbia e rancore, che non c’è nulla da trasmettere alla fabbrica della gioia.
(Non demordere perché tra un po’ arriva l’azione)

L’esempio di quello che vado dicendo è rappresentato molto bene nel film Tomorrowland.

I protagonisti scoprono che esiste un monitor che fa vedere alle persone cosa accadrà alla terra, queste persone vengono suggestionate dalle immagini al punto da crederci davvero e diventano dipendenti dalla paura. ( Se ti interessa approfondire, ti invito a leggere questo articolo e guardare queste scene del film >> Tomorrowland)

Il monitor percepisce queste emozioni, sentimenti e comportamenti coerenti con questa paura e trasmette sotto forma di frequenze l’ordine alla fabbrica, che produce altre sciagure, disgrazie e tragedie. Così le persone hanno sempre più motivi per credere alla fine del mondo. La soluzione nel film sarà quella di distruggere il monitor.

Forse cominci a capire qual è l’unica soluzione per invertire il declino.

Filmatrix Off è un’iniziativa responsabile che punta a lanciare un messaggio forte e chiaro:

Vogliamo che i Media (di ogni tipo e specie) rivalutino la scelta di diffondere notizie, esperienze e prodotti di scarso valore.
Vogliamo interrompere ( anche se per poco, ma ripetutamente) quella trasmissione di dati e informazioni che spingono le fabbriche di droga a continuare a produrre stupefacenti.
Vogliamo attraverso un blackout mandare in confusione i produttori di droga che vedranno calare gli ordini, perderanno fatturati e si chiederanno perché i drogati stanno smettendo di drogarsi.
In tal modo rivendicheremo la nostra capacità di essere vigili e scegliere in ogni momento da cosa farci influenzare.

Cosa vuol dire informazioni, esperienze e prodotti di scarso valore?

Che non danno al consumatore nessun beneficio, oppure lo danno solo a breve termine.

Diffondere il terrore e la paura, non ci procura nessun beneficio, per quanto “drammatica” possa essere la realtà. La paura, la preoccupazione e l’ansia indeboliscono il sistema immunitario (provate a dimostrare il contrario).

Farsi voce di prodotti alimentari che fanno male alla salute, non procura nessun beneficio a lungo termine. Mangiare un prodotto industriale, può procurare un “piacere” temporaneo, ma alla lunga i nostri organi subiscono gravi conseguenze.

Lo zucchero, contenuto oramai in quasi tutti gli alimenti, è la prima causa di molte malattie (provate a dimostrare il contrario). Tuttavia i media sponsorizzano la “spazzatura” alimentare perché l’unico metro che conta è il denaro che ricevono dalle aziende. La cosa peggiore è
che lo fanno con sistemi subdoli e manipolatori. Tutti i media? La maggior parte.

I Media diventano lo schermo attraverso il quale passano immagini violente e comportamenti inumani. Con “lo scudo” dell’obbligo informativo e di denuncia, non propongono nessuna soluzione, alimentando l’odio e la separazione tra le persone. Questo non educa i nostri figli e non ci procura nessun beneficio.

I Media accettano di sponsorizzare un’azienda ecologica, attenta all’ambiente, alla sostenibilità, ma neutralizzano gli sforzi accettando di sponsorizzare aziende che inquinano come se non esistesse un domani. L’unico metro è il denaro (dimostrateci il contrario).

I media sono i “mercenari” o gli “spacciatori” attraverso i quali noi acquistiamo le “droghe” che ci stanno distruggendo. Comprese le emozioni di paura, terrore, rabbia e odio delle quali siamo dipendenti e che stanno dividendo l’umanità. Questo non ci procura nessun beneficio.

NON VUOLE ESSERE UNO SCARICO DI RESPONSABILITA’. TUTT’ALTRO

Vuole essere una visione sistemica della “causa” che mantiene in piedi un mondo vibrante su basse frequenze che risuonano con “informazioni, esperienze e prodotti” con frequenze simili. E’ un circolo vizioso che va spezzato, senza venire meno alle proprie responsabilità (siamo pur sempre noi a decidere di drogarci).

I media hanno le loro responsabilità, noi abbiamo le nostre ed è solo su queste che possiamo agire.

Siamo noi a chiedere che le aziende produttrici continuino a produrre droga. Siamo noi che  diamo attenzione ai media e attraverso l’acquisto (o il consumo di informazioni) inviamo feedback di gradimento, in modo che le aziende producano sempre più “spazzatura”, sia materiale che emotiva.

L’unico modo per uscire da questo circolo vizioso è trattare questa situazione (compresa l’emergenza sanitaria coronavirus) come una dipendenza.

Prima di “disintossicarsi” è necessario “smettere di prendere e richiedere la droga”.

In una parola: Filmatrix OFF
In un’azione: spegnere tutti i media per 1 giorno, chiedendo almeno a 3 persone di fare altrettanto e di seguirci in questa iniziativa per invertire il declino.
Anche se può sembrarti strano è un’iniziativa che userà la stessa “arma” con cui il sistema sta spacciando informazioni “confuse” e “contraddittorie”, per costringere le fabbriche di droga a rivalutare la qualità delle informazioni che trasmettono.

Istruzioni

Cosa fare esattamente?

– Scegli un giorno durante il quale puoi permetterti di spegnere tutti i media (ad eccezione della rete cellulare per ricevere chiamate di emergenza. Infatti, se ci dovesse essere una vera emergenza verrai chiamato/a e non messaggiato/a). Segna quel giorno in agenda con
la scritta Filmatrix Off. Qualche decina di migliaia di persone lo faranno il 1° Novembre, ma tu puoi farlo quando ti è possibile.

– Adoperati per coinvolgere tre persone che ti seguano in questa iniziativa. Ricordi il film “Un sogno per domani” e l’iniziativa del protagonista? Trevor riceve come compito quello di inventare un’iniziativa per migliorare il mondo. Con grande sorpresa progetta un sistema per far dilagare e diffondere atti di gentilezza. E’ il primo a compiere un atto di gentilezza chiedendo a chi l’aveva ricevuto di ricambiare con tre atti di gentilezza a sua volta, almeno a tre persone diverse, e così per tutte le persone coinvolte, dando vita ad un vero e proprio tam tam. (in sintesi chiunque partecipi a Filmatrix Off deve coinvolgere almeno altre 3 persone, e a loro volta, quest’ultime devono fare lo stesso, e così via per tutti)

– Puoi spiegare alle persone che coinvolgerai, lo scopo e il significato di quello che stiamo facendo e soprattutto il perché. Gli dirai che ognuno di loro può coinvolgere almeno altre 3 persone, alle quali chiedere di coinvolgerne altre 3, e via avanti. Si! si tratta proprio di una
“catena”, ma questa volta per una cosa intelligente e soprattutto che intacchi il cuore degli interessi economici. Considera che migliaia di persone (noi speriamo, con il tuo aiuto, milioni di persone) che si staccano dal “sistema” anche solo per un giorno creano un corto circuito, che desterà preoccupazione nei produttori di “droghe” e nei “mercenari”.

– Se vuoi una mano per far comprendere meglio l’importanza di questa iniziativa alle persone da coinvolgere, puoi fargli vedere questo video: www.filmatrixoff.blogspot.com/  ( o girargli questo articolo che stai leggendo).

– Prima di partire con il tuo giorno Filmatrix Off accertati che i tuoi amici abbiano sposato l’iniziativa e che abbiano coinvolto altre persone. Una condizione imprescindibile è che ogni partecipante abbia coinvolto almeno 3 persone, gli abbia parlato personalmente e gli abbia spiegato il senso dell’iniziativa. “Spammare”, ovvero condividere l’iniziativa a destra e manca sui social, su messenger, su whatsapp, non ci aiuterà, anzi attirerà un alone di superficialità. Meglio coinvolgere poche persone ma spiegando perché farlo e (quando possibile) guardandole negli occhi.

-Il giorno che avrai scelto di eseguire FILMATRIX OFF ti sveglierai e staccherai la spina a tutti i MEDIA. Cosa vuol dire ?

– Tirare via la spina della TV, Radio, Internet, spegnere la rete dati del cellulare, togliere la spina al router, quindi niente Social Media, niente Whatsapp, nessun utilizzo di carta di credito, nessun utilizzo di “programmi fedeltà nei supermercati”. Possibilmente nessun
acquisto per un giorno, se proprio necessario paga in contanti e non con carte. Non acquistare riviste e/o giornali.

– Queste sono le istruzioni che dovranno seguire anche le persone che hai coinvolto (forse vuoi stampare queste istruzioni e consegnarle a mano)

Smettere di “prendere droga” per alcuni può essere molto dura, quindi di seguito trovi alcuni consigli:

Se riesci pianifica già come sarà il tuo giorno Filmatrix Off
– Trova uno o più giochi di società da fare in famiglia o con i bambini
– Procurati libri da leggere, oppure pianifica di scrivere o di lavorare off line a quel
progetto che rimandi da sempre
– Dedicati al bricolage e/o al fai da te, al giardino, all’orto, ai lavori di manutenzione
– Fai meditazione (senza musica, senza video)
– Fai respirazione
– Cucina
– Una passeggiata in natura
– Esercita una passione che non preveda tecnologia
– Fai l’amore
– Passa del tempo con i tuoi amici animali
– Fai tutto quello che ti viene in mente, ma che non implichi l’uso di apparecchi
elettronici.

Qualcuno potrebbe chiedersi “ma perché non posso ascoltare musica? O vedere un buon film?” perché questo implica una piccola dose di inquinamento elettromagnetico. Per un giorno si può fare.

Dopo 24 ore di completa astinenza, dopo aver tenuto “spenti” i Media (spacciatori) per 24 ore, chiediti:
Come sto adesso? Quali sensazioni provo? Questa iniziativa mi ha procurato un beneficio? Come è stata la qualità del sonno?

Il giorno dopo Filmatrix Off, possibilmente allo scadere delle 24 ore e prima di riaccendere tutti i Media, è altamente consigliato eseguire questa meditazione online (ahimé si! ti servirà la linea internet un pc o cellulare, ma prima di guardare tutte le notifiche, esegui la
meditazione):

LA MEDITAZIONE DELLA VERITA’ >>> www.filmatrixdoc.blogspot.com

Sotto la meditazione troverai un pulsante che ti riporterà su un post facebook dove vorrei che scrivessi le tue impressioni, non solo riferite alla meditazione, ma all’esperienza Filmatrix Off:

Cosa hai fatto nel giorno perfetto, come sei stato/a, cosa è accaduto nella tua famiglia e come ti senti adesso che per un giorno non hai preso “droga”.

Ti sto invitando a venire online per fare un’esperienza gratuita, ma non ho paura di essere distonico e incoerente, e sai perché? Perché Filmatrix Off e la Meditazione della Verità ti procureranno un beneficio a lungo termine e non possono essere considerate droghe o
esperienze spazzatura.

Questo è parte del prosieguo dell’iniziativa che prevede l’accrescimento di consapevolezza ed esperienze ad “alta frequenza”.

Come avrai intuito la soluzione definitiva, in un mondo iper-tecnologico (e principalmente in occidente) non può essere quella di spegnere i media.

Sono pochi coloro che si possono permettere una vita di isolamento da internet. Oltremodo non vogliamo che le aziende rinuncino ai profitti.

Questa crisi è sistemica e costringere le aziende a chiudere significherebbe disperazione per molti di noi. Ma vogliamo che i profitti siano fatti in maniera etica, tenendo conto della sostenibilità della salute, del benessere dell’umanità, della terra e degli animali.

Soprattutto non vogliamo che questi siano solo “slogan” con cui i “manager” e gli “amministratori delegati” si riempiono la bocca, lasciando le loro coscienze vuote.

Non vogliamo appiattire il merito. Una società senza meriti è utopica e oltremodo ingiusta. L’impegno, lo sforzo, la creatività, vanno ripagati e possono aiutare il mondo. Ancora, non vogliamo venire meno alle nostre responsabilità, e all’impegno necessario per migliorare le nostre vite.

Troppo comodo dire “esistono fabbriche di droghe”, o “esistono gli spacciatori”, la prima responsabilità è sempre di chi, scegliendo, fa uso di droghe (ancora le mie scuse vanno a chi ha problemi di dipendenza seri).

In tutto questo scenario, è fondamentale che tu non cada nella trappola di rifiutare tutto ciò che riguarda il mercato, i soldi ecc.
Non schierarti, ma impara a riconoscere il valore a lungo termine per te e per gli altri.

Questa è la saggezza alla quale ambire.
Tuttavia come prima mossa è necessario creare un corto circuito. E far comprendere che abbiamo il potere di crearlo ogni volta che vogliamo. Il mercato è nelle nostre mani.

Questa semplice iniziativa estesa su migliaia di persone può davvero inviare un segnale ai poteri forti, dimostrare che con poco possiamo riprenderci la nostra libertà, e che se le aziende (farmaceutiche, industria, e media) vogliono continuare a “venderci” i loro prodotti e le loro “informazioni”, devono apportare un “valore a lungo termine”, essere sostenibili e fare del bene.

Altrimenti li spegniamo!
Senza urlare, senza arrabbiarci, senza resistere, senza schierarci dall’una o dall’altra parte, ma assumendoci le nostre responsabilità come “consumatori”. Abbiamo un potere enorme per invertire il declino e questo potere si chiama “scelta”.

Molte persone si lamentano dei film che vengono prodotti, genere thriller e genere horror. Oppure dei videogiochi violenti in mano agli adolescenti. Guarda caso i generi più prodotti sono proprio thriller e horror e sai perché? Perché sono i più visti. Quindi qual è la causa e quale l’effetto?

Con il progetto Filmatrix abbiamo tolto quasi 20.000 persone dai profitti delle case di produzione di questo genere di film (tante sono le persone che hanno sposato i principi contenuti nel libro Filmatrix).

E’ una goccia nell’oceano, ma ti esorto a non sottovalutare mai il tuo potere. Come ascolterai durante la meditazione della verità

“quattro once spostano mille libbre”.

Insieme siamo molto più forti di quanto immagini, e questo fa molta paura alle fabbriche di droghe in un momento storico in cui “la distanza sociale” è diventata (anche) un’arma per separarci.

Filmatrix Off in ogni momento può impedire ai media di spacciarci la droga, ma dobbiamo imparare a non chiederla più e questo è frutto di evoluzione e consapevolezza.

Possiamo stare molto meglio con molto meno di quello che abbiamo, ma è necessario imparare ad apprezzare la vita, essere grati e ad aiutare gli altri.

Ad un livello profondo dobbiamo imparare ad essere leali (verso la Luce), impavidi e sinceri.
Se desideri avere sostegno segui le successive iniziative del mondo Filmatrix.
Se non sei ancora iscritto/a alle nostre mail puoi richiedere gli aggiornamenti iscrivendoti qui: www.filmatrix.it/off

Ci rivediamo in giro
Virginio

 

 






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