Una scena dal film “Soul surfer” per riaccendere la speranza

Scritto il 5 Maggio 2017

Può darsi che la vita oggi ti stia andando a gonfie vele, o forse non così bene. Ma questa storia è in ogni caso un balsamo per l’anima.

Era una domenica pomeriggio di qualche anno fa  e come spesso accade (soprattutto d’inverno) mi barrico in casa per un’indigestione di film che tanto mi fa stare meravigliosamente. Cominciai a vedere “Soul Surfer” con l’aspettativa di ritrovarmi dinnanzi all’abusato sogno americano, senza sapere che avrei imparato molto sulla compassione e su come superare i traumi della vita. Dopo averlo visto, abbracciai mia figlia come un bambino a cui hanno appena regalato il gioco più bello al mondo. Ero grato all’Universo.

Tra tutte, la scena che ti propongo fu davvero un tonfo al cuore, di quelli che fai quando vai sulle montagne russe. Un attimo stai precipitando e poi di nuovo su ad ammirare il panorama ancor più bello di prima. Lo  feci partendo dalla mia misera prospettiva di italiano medio, uno che bene o male se la cava e che spesso si lagna delle piccole questioni quotidiane.

La vera storia di Bethany  mi insegnò come cambia il senso della vita se ti sforzi di osservarla da un’altra prospettiva. Lei, surfista affermata, amava il mare più di chiunque altro ed aveva tutto, ma dopo l’aggressione di uno squalo perse  il braccio e sprofondò nella più cupa disperazione .

Somiglia tanto alla storia di chi affronta una malattia, una perdita, un dolore di quelli che non si possono neppure capire. Niente più medaglie, niente più speranza, solo lo spettro di “chi ero” e “chi sono”. Perchè? Perchè mi è successo? Perchè ho perso tutto? si chiede Bethany. In retrospettiva se fossi stato al suo fianco, oggi avrei potuto dirle “ti è successo affinché tu possa ispirare milioni di persone con la tua storia” , ma non è così semplice, perché a Qualcuno è venuto in mente che i puntini si uniscono solo alla fine e non tutti hanno la pazienza di aspettare.

Cosa fare quando un nodo alla gola ti sta dicendo che tu quella vita non la vuoi vivere e dinnanzi a te la luce si è quasi spenta?

Riflettiamo: nessuno l’aiuta a supera le sue paure, ma aiutando gli altri lei aiuta se stessa. E’ rimasta in ascolto come il padre le ha suggerito: “Prega e ascolta quello che viene dopo”. Quando non hai risposte, quando il dolore è troppo profondo per essere superato con una pacca sulla spalla, allora credere che qualcosa di meraviglioso sta per accadere  è determinante.

A volte le persone mi chiedono consigli per affrontare la prossima ora, il che la dice lunga sul livello di speranza che portano nel cuore e io rispondo più o meno alla stessa maniera “ prega e ascolta quello che viene dopo” . Pregare a modo mio vuol dire rendere grazie, prendere il mio diario trattenere il fiato e scrivere come un forsennato dieci, cento, mille motivi per cui sono grato. Quando senti tutta quella gratitudine non puoi che entrare in risonanza con il divino e le cose cambiano, quasi istantaneamente.

Bethany fa più o meno la stessa cosa calandosi in un’esperienza trasformativa. Aveva tutto e adesso ha ancora molto, ma non se ne rende conto. Come è giusto che sia, dalla prospettiva umana dei nostri cuori, si sofferma su ciò che “manca” e non su ciò che “ha”. A meno che non faccia esperienza di una perdita ancora più grande, potrebbe essere destinata a rivivere il suo passato come una dannazione. Da qui l’idea di partecipare ad una missione umanitaria che la porta a Phuket in Thailandia tra la gente che il tonfo lo ha fatto di sola andata, da “tutto” a “niente” nel giro di qualche secondo. Lo Tzunami del 2004 spazzò via ogni cosa.

In quei posti, nei luoghi delle tragedie, avere un solo braccio è avere già tanto. Aiutando loro Bethany capisce che surfare non è poi così importante, ma c’è qualcosa capace di procurarti un senso di soddisfazione e appagamento ancora maggiori. Si tratta dell’amore.

La connessione che provi aiutando gli altri è il più grande rilascio di endorfine che esista.

 “Dicono che il Signore operi in modi misteriosi, io dico che è un eufemismo. Chi avrebbe detto che insegnare a surfare ad un bambino avrebbe insegnato a me che surfare non è la cosa più importante del mondo. E che c’è qualcosa di più importante: l’amore. Più grande di qualsiasi onda anomala, più potente di qualsiasi paura

La sua rinascita, in quella domenica pomeriggio fu la mia rinascita. Prima vinse la battaglia più dura: quella con se stessa, con le sue paure, con le sue abitudini. Imparò a fare tutto con un solo braccio, ad apprezzarsi come una persona normale, pur  sapendo di non esserlo. Poi vinse tutto il resto.

Il mio pensiero va ad altri film: “Lo scafandro e la farfalla”, in cui il protagonista riesce a scrivere un libro con il solo battito della palpebra in seguito ad una paralisi totale, piuttosto che la comparsa di Lance Amstrong in “Dodge Ball-Palle al balzo”, esempio di determinazione e perseveranza nonostante il tumore l’avesse dato per spacciato.

Io ho bisogno di questi tonfi capaci di scaraventarmi “dal tutto al niente” per comprendere che sono un “povero” quando mi lamento, quando mi attacco alle idee e alle piccole questioni, e quando non allargo i miei punti di vista.

E ho bisogno di quel vuoto d’aria al cuore che mi riporta dal “niente al tutto”, perché sono grande quando comincio ad apprezzare quello che ho, quando sono compassionevole nei confronti degli altri e quando imparo da chi il coraggio lo deve tirare fuori tutti i giorni a partire dalle piccole cose.

Oggi la mia richiesta di perdono per aver dubitato delle mie capacità e della benevolenza dell’Universo si esprime con il mio atteggiamento. Come Bethany dirà più avanti nel film: E ho imparato che la vita è come il surf, quando finisci nella zona d’impatto bisogna rialzarsi perché non si sa mai cosa c’è dietro la prossima onda e se hai fede tutto è possibile, veramente tutto

Grazie Bethany Hamilton …. ci rivediamo in giro anche con te !

scena film quantistica

ecco la vera Bethany Hamilton che surfa dopo aver perso il braccio 

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13 Commenti a "Una scena dal film "Soul surfer" per riaccendere la speranza"

  • David
    5 Maggio 2017 (19:08)
    Rispondi

    Tutti i tuoi articoli sono d’ispirazione , ma devo ammettere che questo è davvero “duro” nel senso che lo senti tutto e ti porta a riflettere profondamente.
    Grazie di esistere

    • Virginio De Maio
      10 Maggio 2017 (17:25)
      Rispondi

      Grazie a te David ..ci rivediamo in giro

  • Silvano
    6 Maggio 2017 (9:59)
    Rispondi

    GRAZIE

    • Virginio De Maio
      10 Maggio 2017 (17:26)
      Rispondi

      ..a te Silvano , ci rivediamo in giro

  • luisa
    6 Maggio 2017 (18:18)
    Rispondi

    la gratitudine ho scoperto che è lo strumento più ” strepitoso ” che abbiamo a disposizione. Ogni volta che l’ho messo in atto ho ricevuto doni inaspettati.

    • Virginio De Maio
      10 Maggio 2017 (17:27)
      Rispondi

      proprio così Luisa ..ed è così semplice, gratuito, immediato . Bisogna prenderne consapevolezza
      Ci rivediamo in giro

  • Pilar Flores
    9 Maggio 2017 (16:15)
    Rispondi

    Ti ringrazio tantissimo vorrei che le mie figlie vedano questo film.
    Vorrei anche comunicare con loro.

    • Virginio De Maio
      10 Maggio 2017 (17:33)
      Rispondi

      ..un abbraccio Pilar
      ci rivediamo in giro

  • Felicita
    11 Maggio 2017 (9:22)
    Rispondi

    ho pianto e sorriso. Tre anni e cinque mesi fa mio marito ha lasciato il corpo con un infarto fulminante. Io ero al suo fianco mentre chiudeva gli occhi per sempre dopo una giornata passata in allegria e dopo averli detto, mezz’ora prima, ti amo prima di coricarci. Pensavo che la mia vita fosse finita con lui, oggi sono clown di corsia, studio per diventare counselor e tutto ha un altro colore. Oggi mi sento grata per la mia nuova vita perchè Amare è di una potenza unica. Spesso mi capita di stare accanto a persone che stanno passando ciò che ho vissuto io, spesso mi incontro con il loro dolore che io, oggi, conosco bene e così parlo della gioia dei bimbi quando gioco con loro in ospedale, quando faccio per loro le bolle di sapone ed i palloncini. L’unico modo per sconfiggere la morte e la paura è l Amore. Come scrivi tu i puntini si uniscono solo alla fine, ma è da quando guardo la vita con occhi diversi quel disegno mi sembra già di vederlo. Ancora una volta ti ringrazio perchè sei arrivato dritto al mio cuore. Spero di vederti in giro amico mio prezioso

    • Virginio De Maio
      11 Maggio 2017 (10:06)
      Rispondi

      Grazie Felicita per questa tua testimonianza, mi hai fatto emozionare. E grazie a te per quello che sei e che stai facendo donando agli altri il sorriso, è una forma di vera grandezza. Spero davvero di incontrarti in giro …per darti un grande abbraccio

  • Tiziano
    20 Maggio 2017 (15:52)
    Rispondi

    Grazie.

  • Rosella
    7 Luglio 2017 (12:41)
    Rispondi

    Dopo la fine di una storia d’ amore che mi ha lasciato a pezzi, ho scoperto di non sapere più come impiegare il mio bisogno di dare. Ho iniziato a fare volontariato c/o l’ ospedale , reparto ematologia. Ecco vedendo questo spezzone di film, ho ricordato come mi sono sentita in quel periodo. Sono 4 anni a settembre che dedico una mezza giornata al volontariato ed è la più bella della settimana. Quando inizi a DARE, cominci a RICEVERE e la tua vita CAMBIA.
    Grazie Virginio, ci si vede in giro 😀

  • Tamara
    13 Giugno 2018 (22:12)
    Rispondi

    Visto la scena con mio figlio di 12 anni. Molto educativo davvero


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